Chi siamo

Albergatore di professione e blogger principiante, mi piace condividere la conoscenza del nostro territorio.
Da anni mi occupo di turismo e con gli amici del Consorzio Occhio Blu organizziamo eventi molto apprezzati quali SenSuoSa e Mangialonga

mercoledì 9 aprile 2014

Alta Via delle Cinque Terre in mountain bike

Foce del Termine - Riomaggiore

Km. 20,50
Aumento di quota 521 m.
Perdita di quota 1014 m.

Tempo : quattro ore circa.
All Mountain facile.




Questo è' il classico percorso "all mountain",  incontri un po' di tutto.

Strade sterrate, single trek, salite mozzafiato e discese tecniche e divertenti;  in un paio di occasioni tocca spingere

Arriviamo comodamente al Termine, con macchina e carrello ...eh eh eh ci siamo attrezzati, e ci inoltriamo immediatamente nel bosco.
Erica, lecci, pini,  macchia mediterranea insomma,  ma appena la strada comincia a salire l'ambiente cambia e il castagno diventa protagonista.




La prima parte è salita,  talvolta dura ma comunque pedalabile. Arriviamo  a quota 780 m. del Passo del Malpertuso.
Le uscite settimanali in bici da strada sono servite, arrivo in cima abbastanza fresco, meglio........non distrutto e poi adesso inizia il divertimento e la fatica passa subito.
Un lungo, divertente e facile  percorso lungo il crinale che divide le Cinque Terre dalla Val di Vara.



Molto diverso dall'ambiente in cui solitamente pedaliamo ma assolutamente fascinoso.
Si ritorna verso il mare con una bella e veloce discesa e poi nuovamente si sale verso Prato del Monte, questo è uno dei  momenti da bici in spalla.





Ancora sul crinale e ancora in mezzo al bosco di castagni e roveri. Alla nostra destra fra un albero e l'altro appare Vernazza, peccato che la giornata fosse grigia, ci siamo persi bei panorami.

 Arriviamo sopra Riomaggiore e comincia la discesa, tecnica e veloce.



poi una bella sterrata sino al Santuario di Montenero, alla nostra sinistra appare per un momento l'isola del Tino.


sopra Riomaggiore



credit milano24ore

Montenero mi ha stupito, confesso, non c'ero mai stato ed è un posto bellissimo.

Eravamo un pò in ritardo e non ci siamo fermati a lungo, inoltre la giornata grigia non invogliava ma voglio tornarci al più presto.
Naturalmente la foto di rito.







e infine il sentiero che ci porta a Riomaggiore.
Slalom tra i già numerosi visitatori 



e ritorno a Levanto in treno.
Scrivetemi per le tracce gps

mercoledì 19 marzo 2014

Nasce "Mister Fun" ed è subito mountain bike


Siamo convinti che il nostro territorio sia perfetto per praticare la mountain bike e proprio per questo è nata "Mister Fun"
Un'associazione sportiva che si propone di fornire servizi a tutti gli amanti delle ruote larghe.
Shuttle per portare in quota i biker, escursione guidate e a breve disporremo anche di bici in affitto per chi vuole avvicinarsi a questo splendido sport.

Cominciamo con il proporvi una serie di itinerari con diverse caratteristiche e difficoltà.
Una piccola precisazione, la partenza sarà sempre in quota, poichè prevediamo il servizio bike shuttle, ma naturalmente chi ha buone gambe può partire al livello del mare.


Esordiamo con questo percorso facile, non troppo impegnativo ma in uno splendido ambiente.
Ideale per chi vuole fare una prima esperienza in mountain bike.
Pian Pontasco - Pian del Lago - Gaggi - Ristorante La Rossola.
Distanza totale km. 11,5 aumento di quota m. 294 perdita di quota m. 371 tempo 2 ore e mezzo circa.
Lo definirei un percorso cross country.



L'itinerario parte da Località Pian Pontasco SS 332.
I primi km le percorriamo su asfalto, la strada è a bassissima intensità di traffico e possiamo goderci splendidi panorami

 







 

 
 

Se la giornata è limpida riusciamo a vedere una buona porzione della Riviera ligure di Levante.
Proprio sulla strada c'è una sorgente, sosta obbligata per ogni ciclista, nè approffittiamo per riempiere le borracce.


 
Dopo circa tre km abbandoniamo la strada statale e ci addentriamo nel bosco.
Subito uno sterrato che dopo pochi metri inizia a salire, questa è una delle salite più dure del percorso, ma niente paura, è piuttosto breve.
Dopo la prima rampa giriamo a destra e ci inoltriamo nella pineta.
Appena il sentiero spiana e ci fà respirare cominciamo ad apprezzare l'ambiente circostante ed un senso di pace improvvisamente ci pervade.


 

I cinghialisti chiamano questo sentiero "giu du begun" faremo qualche indagine e nel prossimo post proveremo a spiegarvi l'origine del nome.
Il sentiero gira tutto intorno al monte in un silenzio rotto solo dalle nostre voci, torniamo a vedere il mare e Punta Portofino




L'ultima parte del percorso è davvero divertente, si scende in un single trek facile  molto scorrevole e ben preparato dal gruppo di biker locali.
Ritorniamo sulla strada asfaltata che attraversiamo per inoltrarci verso "Gaggi" la prima parte è uno sterrato che poi si stringe sino a diventare sentiero nel mezzo di un bosco di castagni.
Finisce il bosco, riprende lo sterrato ed ecco Bonassola.


Bonassola

Ritorniamo sulla strada asfaltata, la risaliamo per un km circa e riprendiamo il sentiero che abbiamo fatto prima ma in senso contrario.
Questa volta è un pò più duro, sale leggermente.
Dopo qualche centinaia di metri incrociamo il 28-19.
Lo prendiamo a destra, la prima parte è pianeggiante e poi si inizia a scendere.
Bella, scorrevole, ben preparata, importante evitare i salti, le passerelle e tutte le diavolerie messe dagli appassionati locali di down hill, pre rendere il percorso piu adrenalinico, passatemi il termine.
Noi accuratamente evitiamo tutto ciò e scendiamo con tutta calma.
Un paio di chilometri e arriviamo a La Rossola bar, ristorante e albergo proprio sul sentiero.
Qui possiamo rilassarci, prendere un caffè o mangiare qualcosa.
A questo punto il nostro intinerario è finito.
Chi vuole continuare a cimentarsi con la discesa può riprendere il 28-19 che lo riporta a Levanto, facendo però molta attenzione, il percorso diventa molto più tecnico ed impegnativo.
Per tutti gli altri che  sono esausti ed appagati, è possibile tornare a Levanto, Bonassola o Framura in bici prendendo la strada statale.
Per maggiori informazioni: info@misterfunlevanto.com





lunedì 3 febbraio 2014

La Gatta e i "Gattafin"

L'origine del nome "gattafin" non è completamente accertata.
Nella cucina di Genova dal 1500 già esisteva "la gattafura alla genovese", una torta salata di erbe e formaggi, simile alla nostra pasqualina. Il termine, però è più antico, risale al XII secolo.


pronti per essere fritti

I levantesi invece pensano che la parola provenga da "La Gatta"
Dovete sapere che lungo la costa sud di  Levanto, nel tratto che precede Punta Mesco, vi era una cava di pietra arenaria. E' una vecchia cava che ha fornito pietre soprattutto per lastricare le vie del centro di Genova, attiva sino agli anni trenta del secolo scorso.
Si trova appunto in loc. La Gatta.


Pare che il nome derivi da uno scoglio a forma di gatto; ho fatto decine di bagni in quel posto e non sono mai riuscito ad individuarlo.
E' sempre stato uno dei miei posti favoriti, spiaggia piccola, poca gente, acque limpide e scogli per tuffarsi. Oggi è un pò più difficile da raggiungere in barca perchè si trova proprio all'inizio della zona meno accessibile della Area Marina Protetta delle Cinque Terre
Però si può affittare una barca ormeggiare al limite della Riserva e raggiungerla a nuoto.

prima della "Gatta"

Ma sto divagando, torniamo a noi.
La cava era piuttosto distante dal paese, gli operai impiegavano più di un'ora a piedi.
Nella buona stagione, se riuscivano a rimediare una barca, andavano via mare, quaranta minuti di due buoni vogatori.
Durante il tragitto si calavano sempre un paio di lenze, sperando di prendere un dentice o un branzino.

la costa levantese


Erano tempi duri e ci si arrangiava, così sulla via del ritorno si raccoglieva quanto potesse essere utile a casa: legna per il fuoco, erbette selvatiche ......
Con tali erbette le mogli farcivano questi ravioloni ed una volta fritti  ecco i "gattafin"
ovvero finezza della Gatta.

pietra arenaria

Oggi le bietole hanno preso il posto delle erbette selvatiche e sicuramente il ripieno è più ricco di quanto non fosse in origine
Facile mangiare i gattafin a Levanto, focaccerie, alimentari, gastronomie li propongono quotidianamente, sono presenti nel menu di molti ristoranti e qualche bar offre mini gattafin all'aperitivo.
Fonti : Giuliano Rampani "Racconti di mare"
Umberto Curti Ligucibario

venerdì 17 gennaio 2014

Alta Via Stage Race

Per un momento dimenticate l'immagine classica della Liguria.
Dimenticate il mare e le spiagge, pensate ad un ambiente montano fatto di boschi, di campi coltivati, di alpeggi, di piccoli villaggi abbarbicati ad un costone.

Alta Via da Ceparana al Passo del Rastrello

secondo me, mi sta guardando male
Questa è l'Alta Via dei Monti Liguri e questo è il percorso che faranno i partecipanti della prossima "Alta Via Stage Race " una corsa evento in mountain bike che si tiene tutti gli anni a giugno.
partenza da Ceparana
loro sono allenati

9 giorni, 8 tappe, sviluppo 500 km, dislivello m. 17.000 dal 13 al 21 giugno.
Strade sterrate, single trek mozzafiato, discese scorrevoli e divertenti,  tratti ripidi in salita da portare la bici in spalla; questo è questo il programma che aspetta i partecipanti della prossima edizione.
Si può correre in coppia o da soli, massimo 100 squadre.

a volte tocca spingere

Passo della Capelletta

Definirla competizione sportiva è riduttivo, si tratta di un’avventura, un’esperienza...lo slogan è "for braves only" non so se bisogna essere particolarmente coraggiosi, sicuramente bisogna essere allenati e un pò avventurosi.
Insomma non è la gara della domenica.
sul Monte Gottero in ricognizione per la corsa, il 23 di aprile di un paio di anni fa



ristoro al Passo del Rastrello

Il percorso  corre lungo la dorsale appeninica ligure  ai confini con la Toscana, poi la Lombardia e infine il Piemonte attraversando le antiche vie del sale in un territorio ricco di storia e cultura.
Si parte da levante e si và verso ponente, dalla provincia di La Spezia a Imperia.
Ceparana, Passo delle Cento Croci, Monte Gottero, Lago delle Lame, Parco del Beigua, Bardineto, Col di Nava, Pigna, Monte Saccarello, Dolceacqua, Airole, sono solo alcune delle località attraversate dalla corsa.

Un plauso a "LiguriaAvventura e Ospitalità Alta Via , le due associazioni che organizzano l'evento e che stanno lavorando molto per promuovere l'entroterra ligure.

Per maggiori informazioni www.altaviastagerace.com

mercoledì 30 ottobre 2013

Castagna Bike

Domenica 13 ottobre ho partecipato con alcuni amici alla decima edizione della Castagna Bike a Villafranca Lunigiana.
Quel giorno, doveva esserci l'esordio con il nuovo mezzo che abbiamo acquistato, una jeep a 7 posti con carrello porta bici.
 

Dopo pochi chilometri il motore ha iniziato a fare i capricci, costringendoci a tornare indietro per prendere le macchine.
La partenza era alle 9.30 ma ma il disguido meccanico ci ha ritardato e siamo riusciti a partire dopo le dieci.
Questo ci ha un pò influenzato e abbiamo percorso i primi km velocemente, non godendoceli appieno nel tentativo di recuperare il gruppone di 800 partecipanti, famiglie con bambini, gruppi di amici e biker più performanti.
Tre i percorsi con diverse difficoltà, noi fiduciosi e seppur in ritardo abbiamo scelto quello più impegnativo di 40 chilometri


La prima parte facile e pianeggiante lungo il fiume Magra ti consente di goderti il paesaggio. Si attraversano alcuni piccoli, deliziosi borghi del comune di Filattiera, come Ponticello e Caprio


Ponticello

e poi iniziano i dolori con la salita.

Grande Pino

lo sterrato diventa subito impervio, non mi vergogno a dire che, spesso, sono sceso dalla bici e ho spinto.
Il ristoro al ventesimo chilometro mi è sembrato un miraggio, ma la salita non è ancora finita, un paio di km di strada sterrata e poi, finalmente, comincia una lunga discesa di 9 km con un lungo tratto di single trek nel bosco, molto divertente. Io ero piuttosto stanco e non l'ho apprezzato appieno.
Si ritorna in fondo valle, il circuito prevedeva un'altro salitone di due chilometri che saggiamente decidiamo di evitare dirigendoci direttamente all'arrivo.
In totale abbiamo percorso 34 km, ed è stata una bella sfaticata.

 
ma quando arrivi al ristoro sei veramente soddisfatto, il buffett ottimo con le immancabili castagne.
Ti rilassi, mangi, ti riprendi, saluti un compagno di viaggio occasionale con il quale ai condiviso gli sbuffi su quella maledetta salita che sembrava non finire mai.
E la prima considerazione che si fà, con i piedi sotto il tavolo "l'anno prossimo ci torniamo" "magari un pò più preparati " aggiungo io.
Impeccabile l'organizzazione a cui faccio i complimenti, insomma una bella giornata in un ambiente diverso e stimolante.
La Lunigiana è terra affascinante, ricca di testimonianze storiche .........borghi, castelli, pievi lungo la Via Francigena
Per maggiori informazioni www.turismoinlunigiana.it