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venerdì 20 maggio 2016

MTB Levanto - Bracco - Deiva Marina



km 41,50
aumento di quota m. 1424
difficoltà tecnica media
Giro lungo e faticoso ma davvero bello e divertente.
Ecco la mappa

Partiamo da Levanto in direzione Genova per la strada provinciale 42, incrociamo un paio di bivi, teniamo sempre la destra sino a raggiungere la strada statale Aurelia che prendiamo a sinistra sempre in direzione Genova.
La percorriamo per circa 2,5 chilometri passando il Passo del Bracco.
In prossimità di una curva a destra, inizia finalmente il sentiero, troviamo la scritta MTB sul guard-rail a lato della strada.
Il sentiero è subito fluido e veloce, dopo un chilometro circa svolta bruscamente a destra, fate attenzione la velocità è sostenuta ed è facile continuare diritti.
Fermatevi un attimo per gustarvi il panorama.
Un tratto di sentiero tecnico e arriviamo sulla strada che prendiamo in salita per poche centinaia di metri.
Prendiamo a sinistra il sentiero 644, dopo una primissima parte scavata dalle piogge il sentiero diventa bello e scorrevole con una particolare e morbida terra rossa, piuttosto rara dalle nostre parti, l'ultima parte un pò piu tecnica con curve strette e tornanti.
Giungiamo sulla strada per Mezzema che prendiamo a sinistra sino al casello autostradale di Deiva Marina.
continuiamo in discesa per  Deiva, e dopo un chilometro circa e prendiamo a destra il sentiero.
Fare attenzione, è abbastanza facile perderlo, sull'asfalto c'è una freccia nera non molto visibile, bisogna scavalcare il guard rail.



Incomincia da qui il percorso denominato "Fumarupe"
Dopo un primissimo pezzo piuttosto ripido il percorso và ad intersecare il sentiero esistente attrezzato dai bikers deivesi con passerelle drop e salti.
Il percorso finisce sulla strada di Deiva, prendiamo a sinistra e torniamo verso Piazza e Castagnola passando per Cà di Lazzino.
Una volta a Castagnola, se siete abbastanza in forma, potete prendere il sentiero che passando nella valle porta a Framura Costa, noi eravamo troppo stanchi e abbiamo preso la strada provinciale sino a Framura Setta, da lì attraverso una delle "creuze" siamo scesi ad Anzo e poi al mare, per prendere la pista ciclabile che ci ha riportato a Levanto 

sabato 12 dicembre 2015

In mountain bike sul Monte Focone

Domenica in mountain bike

Itinerario : Levanto - Sopramare - Colla Bagari - Monte Focone - Levanto
km 11 594 metri di dislivello.

Ecco la traccia gps Monte Focone #mtb

Incontro ore 9 come di consueto
Claudio propone Monte Focone via Sopramare,  io sono un pò perplesso ma non l'ho mai fatto in bici, mi sento in forma e dico ok.
Pierluigi, ignaro di tutto, conferma con entusiasmo 
Saliamo sino a loc. Sopramare  con strada asfaltata, molto ripida ma per fortuna non troppo lunga.
In effetti mi sento bene, arrivo in cima alla salita senza troppo affanno.
Sosta per riprendere fiato e prendiamo a sinistra  il sentiero 522.
L'entusiasmo scema subito, riusciamo a pedalare poche decine di metri, ci tocca  spingere la bici sino ai 346 metri di colla Bagari.




Finalmente Colla Bagari e sosta obbligatoria per rifocillarsi  e prendere fiato.


arrivo a Colla Bagari

Ripartiamo prendendo il sentiero n.1 V/A verso Punta Mesco.
Questa parte è un pò più pedalabile anche se ogni tanto tocca scendere per superare qualche  roccia in salita.
Alla nostra sinistra appare Monterosso e  la costa delle Cinque Terre

Monterosso e la costa delle Cinque Terre

Arriviamo all'incrocio a destra che ci porterà in cima al Focone.


Questa è l'ultima fatica, una buona mezz'ora di portage in salita a volte ripida e finalmente raggiungiamo i 380 metri del  Monte Vè o Focone.
Ci sentiamo stanchi e un pò frustrati ma l'idea che la salita è finita è molto rinvigorente e poi una sosta in questo ambiente ci fà passare ogni sconforto.


Punta Mesco dal Monte Focone

Scendiamo dal versante rivolto a nord del Monte Focone e l'ambiente cambia completamente.
Da brullo e arrostito dal sole e dai venti africani diventa verde e rigoglioso.
Ci tuffiamo nel bosco mediterraneo.
Pini, lecci, erica e corbezzolo.
Il sentiero è tecnico, con molte pietre sul percorso e talvolta stretto.
E' percorso sopratutto da escursionisti a piedi che si sà sono meno esigenti di noi biker
Arriviamo in località "Ciegheza" e comincia una strada sterrata che ci porta sulla sp 56 del Mesco.
Risaliamo l'asflato per qualche decina di metri e prendiamo il sentiero n. 1 che ci porta a Levanto.
Quest'ultima parte è molto frequentata dai camminatori, da fare solo in inverno possibilmente non la domenica.
Considerazioni finali
non l'avevo mai fatto in bici e mi sono voluto togliere lo sfizio, ma francamente non è da consigliare, anche la discesa non è cosi appagante dopo tutta quella fatica, mentre è una gran bella escursione da fare a piedi, consigliata:

il Levante ligure dal Monte Focone


domenica 19 aprile 2015

Case Lovara nel promontorio del Mesco

Case Lovara

Un pò di tempo fà scrissi questo post Case Lovara e il FAI ora a distanza di due anni sono arrivate le autorizzazioni per cominciare i lavori.
Ero molto scettico sui tempi della burocrazia italica ma devo ammettere che questa volta tutto è filato liscio.
Due anni sono decisamente pochi per un progetto all'interno di un'area protetta catalogato come SIC (sito di interessa comunitario).
I primi lavori di bonifica dei terreni e messa in sicurezza degli edifici erano stati già eseguiti ora possono iniziare i lavori di ristrutturazione dei tre edifici.

Inizio lavori


Obiettivo del progetto è il recupero dell'area come un modello per la corretta gestione dell’opera dell’uomo in zone soggette a regolamentazione come quelle del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Il sito “Case Lovara”, infatti, per contesto e caratteristiche risulta particolarmente significativo per lo studio delle problematiche paesistico-ambientali dell’area e per questo le ricerche, le verifiche e le valutazioni  potranno essere proficuamente impiegate per altre realtà simili nell’ambito del Parco.
Attraverso il recupero delle colture tradizionali, che hanno permesso il ripristino dei terrazzamenti originari - indispensabili per contrastare il dissesto idrogeologico - e degli antichi edifici con tecniche tradizionali, si intende procedere al restauro di una parte di paesaggio rurale storico a oggi abbandonato.
A conclusione dei lavori si procederà all’insediamento di un’impresa agricola e di un’attività ricettiva, improntata alla sostenibilità sia economica che ambientale, che prevede la copertura di oltre il 40% del fabbisogno energetico complessivo prodotto da fonti rinnovabili, come l’energia solare ed eolica.
Il progetto contempla la realizzazione di un piccolo agriturismo, una piccola area campeggio, bar e servizi, una funzione produttiva, con attività agricole di qualità, allevamento e apicoltura.

sopra Case Lovara

Per mettere a punto questo progetto, il FAI si è avvalso della collaborazione di due importanti istituzioni accademiche: il Laboratorio per il Paesaggio e lo Spin Off Horizons della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze, che hanno studiato gli aspetti paesaggistico-ambientali e della biodiversità e il recupero delle pratiche agro-forestali tradizionali, e l’Università di Genova, Dipartimento di Scienze per l’Architettura, che si è occupata del recupero conservativo dei manufatti nonché della loro rifunzionalizzazione nel rispetto della particolarità dei luoghi anche mediante l’adozione di metodi a ridotto impatto ambientale.

Che altro dire, complimenti al FAI e alla Fondazione Zegna che ha sostenuto il progetto e una volta tanto anche agli uffici pubblici competenti. e via ai lavori per creare un modello virtuoso tra uomo e ambiente.




lunedì 9 marzo 2015

In bici da Levanto a La Spezia per la litoranea delle Cinque Terre


Lunghezza 40 km,  aumento di quota m 1638.
Strada completamente asfaltata con traffico a bassa intensità ad eccezione della prima e ultima parte.
Per maggiori informazioni sul percorso clicca qui

da Levanto prendiamo la strada provinciale SP 38  direzione La Spezia.
Dopo circa un chilometro abbandoniamo l'abitato e la strada comincia a salire.
Ci aspettano una decina di chilometri con pendenza media del 7,5%.
La ridotta velocità ci consente di apprezzare la vallata orientale di Levanto con i suoi piccoli borghi.
Gli alberi di olivo lambiscono la strada, di fronte a noi sulla destra appare Fontona e dopo un po' Chiesanuova, passiamo Legnaro e il pensiero corre ai prossimi due chilometri ancora duri poi però, prima di Colle di Gritta, la strada spiana e  finalmente si respira.
Giusto il tempo di riprendere fiato e la strada riprende a salire verso il passo del Termine, all nostra destra appare Punta Mesco e poi Monterosso, incrociamo il Santuario di Soviore e finalmente arriviamo al Passo del Termine e al bivio per le Cinque Terre.

Monterosso e il promontorio del Mesco

La salita dura è finita, la tappa è d'obbligo. Si beve, si mangia e si indossa la mantellina e poi giù in discesa.
La strada, molto piacevole e poco trafficata, scende dolcemente lungo la dorsale dei monti che sovrastano i cinque villaggi, rimane qualche traccia dei danni provocati dall'alluvione nel 2011, ma lavori sono previsti a breve per completare la riqualificazione.
 Le fasce coltivate a vigna si alternano a zone boschive. Sopra Vernazza il percorso si allontana decisamente dal mare e l'ambiente cambia, pini marittimi, lecci e macchia mediterranea.
Ritorniamo verso mare, e nuovamente i terrazzamenti prendono il sopravvento, giungiamo sopra Corniglia e questa è la parte che più ci colpisce

vigneti sopra Corniglia

 Si capisce perché lo slogan "il parco dell'uomo" scelto dal Parco Cinque Terre è stato azzeccatissimo.
 L'opera dell'uomo, nei secoli, ha modellato il territorio costruendo le famose  terrazze sui declivi, in modo da sfruttare appieno i terreni posti in forte pendenza che degradano verso il mare.
Dopo alcune brevi soste per foto ce ne concediamo una più lunga a Volastra il paese sopra Manarola.
Un caffè al bar del paese, la fontanella per riempire le borracce e perché no una breve visita al Santuario del XII secolo.

Volastra

Riprendiamo la strada, superiamo Riomaggiore e dopo una salita non molto lunga ecco apparire l'isola del Tino e l'isola Palmaria.

Isola del Tino e Palmaria

Ci stiamo avvicinando alla città ed il traffico diventa un po' più intenso, la strada è larga, maciniamo chilometri sempre con il mare alla nostra destra sino ad imboccare la galleria che ci introduce nel golfo di La Spezia.
La prima immagine che abbiamo è il porto con l'arsenale militare.

arrivando a La Spezia

La discesa è veloce e scorrevole e in pochi minuti arriviamo in città per poi dirigerci alla stazione in attesa del prossimo treno che ci riporterà a Levanto, naturalmente chi ha buone gambe può tornare a Levanto passando dalla Val di Vara, non era il mio caso.
Prima di salire verificate che il treno sia attrezzato per il trasporto bici e come sempre scrivetemi se volete la traccia gps.








venerdì 16 gennaio 2015

a piedi da Corniglia a Manarola

è il momento di legare la vigna
Lunghezza km 6,88, aumento di altitudine m 495, due ore e mezzo circa.
Partiamo dalla stazione ferroviaria di Corniglia, ecco il percorso e prendiamo la scalinata che ci porta in paese.
Corniglia e' il più piccolo dei paesi delle Cinque Terre, la sua posizione in alto rispetto alla ferrovia ne fa il villaggio meno frequentato e di grande fascino.

scalinata per  Corniglia

Il sentiero parte subito dietro la chiesa parrocchiale di San Pietro, all'inizio una fontanella di acqua potabile ci invita a riempire la borraccia.
Immediatamente si inerpica attraversando terrazze coltivate a vite e ulivo.
Corniglia e' sempre sotto di noi e con la scusa di una foto facciamo brevi pause per riprendere fiato.
Continuiamo a salire, le piccole fasce coltivate lasciano il posto alla pineta.


Arriviamo ad un bivio, il sentiero prosegue in salita sino ad incrociare la strada SP e poi l' Alta Via 5T , ma questa è un'altra storia, noi prendiamo a destra  per Volastra, il percorso si addolcisce prosegue pianeggiante seguendo l'andamento della montagna.
Ci immergiamo in una magica lecceta, molto apprezzata durante la stagione più calda.
Percepiamo lentamente il cambiamento del paesaggio, dal bosco di lecci e pini cominciano ad apparire le prime fasce coltivate.
Questo è il vero tratto identitario delle Cinque Terre, è' il punto dove meglio si può capire come l'opera dell'uomo abbia cambiato il paesaggio.
Sopra e sotto di noi ordinati terrazzamenti coltivati a vite.


Era molto tempo che non passavo da questa parti e solo ora capisco la difficoltà di coltivare questo territorio, i vitigni non sono alti più di un metro e mezzo imbrigliati in un reticolato per favorire la crescita e la maturazione dell'uva, il chè significa lavorare costantemente in ginocchio sia durante la vendemmia che prima durante la preparazione.


Proseguiamo per più di un chilometro in questo affascinante ambiente, sino a giungere a Volastra.
Pare che il nome derivi dal latino "vicus oleaster", ovvero villaggio dell’olio ed in effetti scendendo verso Manarola siamo completamente circondati da olivi centenari.


Prima di arrivare a incrociare la strada asfaltata, abbandoniamo il sentiero principale per svoltare a destra un'indicazione ci inviata ad una via alternativa per scendere a mare.
Il suggerimento viene davvero apprezzato, dopo un primo tratto pianeggiante il sentiero scende verticalmente, fate molta attenzione, ci sono passaggi davvero ripidi ma il panorama è incommensurabile.
Sotto Manarola e solo mare di fronte.



Scendendo attraversiamo il presepe che Mario Andreoli, ogni anno con grande merito e perizia, prepara per le feste natalizie.

mercoledì 31 dicembre 2014

Framura e il giro del monte Serro

Tecnicamente non saprei come descrivere questo giro, ma a me piace da matti.
E' necessaria una mountain bike, una front và benissimo e buone gambe.
Distanza 24 km di cui 12 sulla pista ciclabile Levanto Bonassola Framura.
Dislivello 738 m.
La maggior parte del percorso è in strada asfaltata, circa 4 km in sterrato e due in single trek.
Poi nella parte finale in discesa si può percorrere la "creuza" che attraversa i piccoli borghi che costituiscono il comune di Framura.

Maggiori informazioni sul percorso  quì
Partiamo da Levanto e prendiamo la pista ciclabile, al termine giunti a Framura, scendiamo con l'ascensore al piccolo porticciolo e risaliamo sulla strada.

porticciolo di Framura in estate


Da qui comincia la salita, la strada asfaltata si inerpica in un tipico paesaggio ligure, l'olivo e la vite si alternano in un perfetto equilibrio, un anziano signore intento a potare alcune piante ci saluta e ci incoraggia rigorosamente in dialetto, il mare è una presenza fissa, passiamo i piccoli borghi di Anzo e Setta.

 
Framura Anzo

Abbandoniamo la strada principale e giriamo a sinistra verso il monte Serro, dopo una ripida salita prendiamo lo sterrato sinistra. 
Questa è la parte che più ci piace, finalmente le ruote larghe della nostra bici, che tanto ci hanno fatto faticare in salita adesso tornano molto utili.
La prospettiva adesso cambia, non più mare aperto ma ammiriamo parte della Riviera di Levante.
Alla nostra sinistra il Salto della Lepre e Punta Mesco.

panorama salendo sul Monte Serro

Dopo poche centinaia di metri lasciamo il percorso principale per una breve deviazione sino all'ex orto botanico ora punto panoramico attrezzato con tavoli da picnic.
Allunghiamo di un paio di centinaia di metri  ma ne vale assolutamente la pena, qui la vista è magnifica e non di rado si incontrano piccoli gruppi di capre selvatiche.

Punto panoramico

Vista mozzafiato
Ritorniamo sui nostri passi e riprendiamo la via  principale, dopo poche pedalate intorno a noi solo il blu del mare e il verde del bosco,

Verde e Blu

la strada sterrata, in buone condizioni,  sale con brevi strappi sino ad arrivare a vedere Deiva Marina.
La salita è finita, si prende fiato, si mangia, si beve e si ammira il paesaggio - che non è niente male.
- una parte di Riviera ligure di Levante - sotto di noi Deiva Marina poi Punta Manara, Punta Portofino e in fondo la Riviera di Ponente.
In giorni particolarmente limpidi si vedono le navi di fronte al porto di Genova.


Deiva Marina e la Riviera di Levante

Inizia  il sentiero, 2 km circa di single trek in mezzo a pini, lecci e castagni, una divertente serie di su e giù con alcuni passaggi tecnici.


nel bosco

Arriviamo a  Costa, la piu alta delle frazioni di Framura.
Framura Costa

A questo punto abbiamo due possibilità, possiamo scendere  prendendo la strada asfaltata che in 3 km e pochi minuti  ci porta sul mare oppure possiamo prendere la "creuza" che collega i borghi di Framura.
La seconda opzione è senz'altro più interessante e anche impegnativa
La creuza.... il viottolo non è molto ripido ma ci sono moltissimi gradini, in alcuni punti è consigliabile scendere e spingere la bici.
A Setta, sede del municipio, si può prendere un caffè nella minuscola piazzetta e Anzo è una piccola gemma.


Framura Costa Torre Carolingia

Da Anzo prendiamo la strada carrabile per scendere al porticciolo e risalire sulla pista ciclabile per tornare a Levanto.
Scrivetemi se volete la traccia gps










 

martedì 1 luglio 2014

la mia prima SenSuoSa


Lavaggiorosso


Levanto 25 giugno 2013

SENTIERI - SUONI - SAPORI

Nel mio ultimo post scrissi che ancora non sapevamo esattamente cosa fosse.
Con gli amici del Consorzio Occhio Blu 
Dopo la prima edizione le idee non sono molto più chiare ma di una cosa siamo certi, una gran bella esperienza, non solo per gli ospiti provenienti da tutte le parti del mondo, ma anche per noi che troppo spesso non abbiamo il tempo e la pazienza per conoscere meglio il nostro territorio.
L'evento è organizzato dal Consorzio di promozione turistica Occhio Blu e sul sito Visitlevanto potete trovare tutte le informazione delle prossime edizioni
Purtroppo non ho partecipato alla passeggiata, ma sono sicuro che il Prof. Aldo l'ha resa molto interessante.
Al mio arrivo il Gruppo Vocale Musicanova di Levanto ha già iniziato il suo spettacolo.

Gruppo Vocale Musicanova

Il repertorio attinge da l'intera  tradizione di canto popolare nazionale e locale.
Passiamo dalle ninne nanne levantesi ai canti dei pastori abbruzzesi, alla resistenza, sino ai balli più popolari.
Dopo trenta minuti di canto ci avviamo alla cantina di Beppe per un bicchiere di vino, questa è una tappa obbligatoria per chi si trovi nei paraggi.

la cantina di Beppe

Torniamo in piazza e finalmente si mangia.
L'atmosfera è rilassata ed amichevole, qualche abitante di Lavaggiorosso offre il vino di propria produzione ed inizia un improbabile colloquio tra dialetto levantese e liingua americana.


cucina d'autore


I nostri cuochi come al solito si sono superati preparando trofie al pesto e calamarata.
Bruciatella e passito per finire.
Alle 22.30 comodo rientro in pulmino.

mercoledì 9 aprile 2014

Alta Via delle Cinque Terre in mountain bike

Foce del Termine - Riomaggiore

Km. 20,50
Aumento di quota 521 m.
Perdita di quota 1014 m.

Tempo : quattro ore circa.
All Mountain facile.




Questo è' il classico percorso "all mountain",  incontri un po' di tutto.

Strade sterrate, single trek, salite mozzafiato e discese tecniche e divertenti;  in un paio di occasioni tocca spingere

Arriviamo comodamente al Termine, con macchina e carrello ...eh eh eh ci siamo attrezzati, e ci inoltriamo immediatamente nel bosco.
Erica, lecci, pini,  macchia mediterranea insomma,  ma appena la strada comincia a salire l'ambiente cambia e il castagno diventa protagonista.




La prima parte è salita,  talvolta dura ma comunque pedalabile. Arriviamo  a quota 780 m. del Passo del Malpertuso.
Le uscite settimanali in bici da strada sono servite, arrivo in cima abbastanza fresco, meglio........non distrutto e poi adesso inizia il divertimento e la fatica passa subito.
Un lungo, divertente e facile  percorso lungo il crinale che divide le Cinque Terre dalla Val di Vara.



Molto diverso dall'ambiente in cui solitamente pedaliamo ma assolutamente fascinoso.
Si ritorna verso il mare con una bella e veloce discesa e poi nuovamente si sale verso Prato del Monte, questo è uno dei  momenti da bici in spalla.





Ancora sul crinale e ancora in mezzo al bosco di castagni e roveri. Alla nostra destra fra un albero e l'altro appare Vernazza, peccato che la giornata fosse grigia, ci siamo persi bei panorami.

 Arriviamo sopra Riomaggiore e comincia la discesa, tecnica e veloce.



poi una bella sterrata sino al Santuario di Montenero, alla nostra sinistra appare per un momento l'isola del Tino.


sopra Riomaggiore



credit milano24ore

Montenero mi ha stupito, confesso, non c'ero mai stato ed è un posto bellissimo.

Eravamo un pò in ritardo e non ci siamo fermati a lungo, inoltre la giornata grigia non invogliava ma voglio tornarci al più presto.
Naturalmente la foto di rito.







e infine il sentiero che ci porta a Riomaggiore.
Slalom tra i già numerosi visitatori 



e ritorno a Levanto in treno.
Scrivetemi per le tracce gps

mercoledì 19 marzo 2014

"gìu du begun" in mountain bike....naturalmente



Cominciamo con il proporvi una serie di itinerari con diverse caratteristiche e difficoltà.
Una piccola precisazione, la partenza sarà sempre in quota, poichè prevediamo il servizio bike shuttle, ma naturalmente chi ha buone gambe può partire al livello del mare.


Esordiamo con questo percorso facile. L'ambiente è splendido.
Ideale per chi vuole fare una prima esperienza in mountain bike.
Pian Pontasco - Pian del Lago - Gaggi - Ristorante La Rossola.
Distanza totale km. 11,5 aumento di quota m. 294 perdita di quota m. 371 tempo 2 ore e mezzo circa.
Lo definirei un percorso cross country.



L'itinerario parte da Località Pian Pontasco SS 332, 12 km da Levanto quota circa m. 600
I primi km le percorriamo su asfalto, la strada è a bassissima intensità di traffico e possiamo goderci splendidi panorami







Se la giornata è limpida riusciamo a vedere una buona porzione della Riviera ligure di Levante.
Proprio sulla strada c'è una sorgente, sosta obbligata per ogni ciclista, nè approffittiamo per riempiere le borracce.


Dopo circa tre km abbandoniamo la strada statale e ci addentriamo nel bosco.
Subito uno sterrato che dopo pochi metri inizia a salire, questa è una delle salite più dure del percorso, ma niente paura, è piuttosto breve.
Dopo la prima rampa giriamo a destra e ci inoltriamo nella pineta.
Appena il sentiero spiana e ci fà respirare cominciamo ad apprezzare l'ambiente circostante ed un senso di pace improvvisamente ci pervade.




I cinghialisti chiamano questo sentiero "giu du begun" faremo qualche indagine e nel prossimo post proveremo a spiegarvi l'origine del nome.
Il sentiero gira tutto intorno al monte in un silenzio rotto solo dalle nostre voci, torniamo a vedere il mare e Punta Portofino




L'ultima parte del percorso è davvero divertente, si scende in un single trek facile  molto scorrevole e ben preparato dal gruppo di biker locali.
Ritorniamo sulla strada asfaltata che attraversiamo per inoltrarci verso "Gaggi" la prima parte è uno sterrato che poi si stringe sino a diventare sentiero nel mezzo di un bosco di castagni.
Finisce il bosco, riprende lo sterrato ed ecco Bonassola.


Bonassola

Ritorniamo sulla strada asfaltata, la risaliamo per un km circa e riprendiamo il sentiero che abbiamo fatto prima ma in senso contrario.
Questa volta è un pò più duro, sale leggermente.
Dopo qualche centinaia di metri incrociamo il 28-19.
Lo prendiamo a destra, la prima parte è pianeggiante e poi si inizia a scendere.
Bella, scorrevole, ben preparata, importante evitare i salti, le passerelle e tutte le diavolerie messe dagli appassionati locali di down hill, pre rendere il percorso piu adrenalinico, passatemi il termine.


Noi accuratamente evitiamo tutto ciò e scendiamo con tutta calma.
Un paio di chilometri e arriviamo a La Rossola bar, ristorante e albergo proprio sul sentiero.
Qui possiamo rilassarci, prendere un caffè o mangiare qualcosa.
A questo punto il nostro intinerario è finito.
Chi vuole continuare a cimentarsi con la discesa può riprendere il 28-19 che lo riporta a Levanto, facendo però molta attenzione, il percorso diventa molto più tecnico ed impegnativo.
Per tutti gli altri che  sono esausti ed appagati, è possibile tornare a Levanto, Bonassola o Framura in bici prendendo la strada statale.
Per maggiori informazioni: info@misterfunlevanto.com