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sabato 12 dicembre 2015

In mountain bike sul Monte Focone

Domenica in mountain bike

Itinerario : Levanto - Sopramare - Colla Bagari - Monte Focone - Levanto
km 11 594 metri di dislivello.

Ecco la traccia gps Monte Focone #mtb

Incontro ore 9 come di consueto
Claudio propone Monte Focone via Sopramare,  io sono un pò perplesso ma non l'ho mai fatto in bici, mi sento in forma e dico ok.
Pierluigi, ignaro di tutto, conferma con entusiasmo 
Saliamo sino a loc. Sopramare  con strada asfaltata, molto ripida ma per fortuna non troppo lunga.
In effetti mi sento bene, arrivo in cima alla salita senza troppo affanno.
Sosta per riprendere fiato e prendiamo a sinistra  il sentiero 522.
L'entusiasmo scema subito, riusciamo a pedalare poche decine di metri, ci tocca  spingere la bici sino ai 346 metri di colla Bagari.




Finalmente Colla Bagari e sosta obbligatoria per rifocillarsi  e prendere fiato.


arrivo a Colla Bagari

Ripartiamo prendendo il sentiero n.1 V/A verso Punta Mesco.
Questa parte è un pò più pedalabile anche se ogni tanto tocca scendere per superare qualche  roccia in salita.
Alla nostra sinistra appare Monterosso e  la costa delle Cinque Terre

Monterosso e la costa delle Cinque Terre

Arriviamo all'incrocio a destra che ci porterà in cima al Focone.


Questa è l'ultima fatica, una buona mezz'ora di portage in salita a volte ripida e finalmente raggiungiamo i 380 metri del  Monte Vè o Focone.
Ci sentiamo stanchi e un pò frustrati ma l'idea che la salita è finita è molto rinvigorente e poi una sosta in questo ambiente ci fà passare ogni sconforto.


Punta Mesco dal Monte Focone

Scendiamo dal versante rivolto a nord del Monte Focone e l'ambiente cambia completamente.
Da brullo e arrostito dal sole e dai venti africani diventa verde e rigoglioso.
Ci tuffiamo nel bosco mediterraneo.
Pini, lecci, erica e corbezzolo.
Il sentiero è tecnico, con molte pietre sul percorso e talvolta stretto.
E' percorso sopratutto da escursionisti a piedi che si sà sono meno esigenti di noi biker
Arriviamo in località "Ciegheza" e comincia una strada sterrata che ci porta sulla sp 56 del Mesco.
Risaliamo l'asflato per qualche decina di metri e prendiamo il sentiero n. 1 che ci porta a Levanto.
Quest'ultima parte è molto frequentata dai camminatori, da fare solo in inverno possibilmente non la domenica.
Considerazioni finali
non l'avevo mai fatto in bici e mi sono voluto togliere lo sfizio, ma francamente non è da consigliare, anche la discesa non è cosi appagante dopo tutta quella fatica, mentre è una gran bella escursione da fare a piedi, consigliata:

il Levante ligure dal Monte Focone


domenica 19 aprile 2015

Case Lovara nel promontorio del Mesco

Case Lovara

Un pò di tempo fà scrissi questo post Case Lovara e il FAI ora a distanza di due anni sono arrivate le autorizzazioni per cominciare i lavori.
Ero molto scettico sui tempi della burocrazia italica ma devo ammettere che questa volta tutto è filato liscio.
Due anni sono decisamente pochi per un progetto all'interno di un'area protetta catalogato come SIC (sito di interessa comunitario).
I primi lavori di bonifica dei terreni e messa in sicurezza degli edifici erano stati già eseguiti ora possono iniziare i lavori di ristrutturazione dei tre edifici.

Inizio lavori


Obiettivo del progetto è il recupero dell'area come un modello per la corretta gestione dell’opera dell’uomo in zone soggette a regolamentazione come quelle del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Il sito “Case Lovara”, infatti, per contesto e caratteristiche risulta particolarmente significativo per lo studio delle problematiche paesistico-ambientali dell’area e per questo le ricerche, le verifiche e le valutazioni  potranno essere proficuamente impiegate per altre realtà simili nell’ambito del Parco.
Attraverso il recupero delle colture tradizionali, che hanno permesso il ripristino dei terrazzamenti originari - indispensabili per contrastare il dissesto idrogeologico - e degli antichi edifici con tecniche tradizionali, si intende procedere al restauro di una parte di paesaggio rurale storico a oggi abbandonato.
A conclusione dei lavori si procederà all’insediamento di un’impresa agricola e di un’attività ricettiva, improntata alla sostenibilità sia economica che ambientale, che prevede la copertura di oltre il 40% del fabbisogno energetico complessivo prodotto da fonti rinnovabili, come l’energia solare ed eolica.
Il progetto contempla la realizzazione di un piccolo agriturismo, una piccola area campeggio, bar e servizi, una funzione produttiva, con attività agricole di qualità, allevamento e apicoltura.

sopra Case Lovara

Per mettere a punto questo progetto, il FAI si è avvalso della collaborazione di due importanti istituzioni accademiche: il Laboratorio per il Paesaggio e lo Spin Off Horizons della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze, che hanno studiato gli aspetti paesaggistico-ambientali e della biodiversità e il recupero delle pratiche agro-forestali tradizionali, e l’Università di Genova, Dipartimento di Scienze per l’Architettura, che si è occupata del recupero conservativo dei manufatti nonché della loro rifunzionalizzazione nel rispetto della particolarità dei luoghi anche mediante l’adozione di metodi a ridotto impatto ambientale.

Che altro dire, complimenti al FAI e alla Fondazione Zegna che ha sostenuto il progetto e una volta tanto anche agli uffici pubblici competenti. e via ai lavori per creare un modello virtuoso tra uomo e ambiente.




lunedì 9 marzo 2015

In bici da Levanto a La Spezia per la litoranea delle Cinque Terre


Lunghezza 40 km,  aumento di quota m 1638.
Strada completamente asfaltata con traffico a bassa intensità ad eccezione della prima e ultima parte.
Per maggiori informazioni sul percorso clicca qui

da Levanto prendiamo la strada provinciale SP 38  direzione La Spezia.
Dopo circa un chilometro abbandoniamo l'abitato e la strada comincia a salire.
Ci aspettano una decina di chilometri con pendenza media del 7,5%.
La ridotta velocità ci consente di apprezzare la vallata orientale di Levanto con i suoi piccoli borghi.
Gli alberi di olivo lambiscono la strada, di fronte a noi sulla destra appare Fontona e dopo un po' Chiesanuova, passiamo Legnaro e il pensiero corre ai prossimi due chilometri ancora duri poi però, prima di Colle di Gritta, la strada spiana e  finalmente si respira.
Giusto il tempo di riprendere fiato e la strada riprende a salire verso il passo del Termine, all nostra destra appare Punta Mesco e poi Monterosso, incrociamo il Santuario di Soviore e finalmente arriviamo al Passo del Termine e al bivio per le Cinque Terre.

Monterosso e il promontorio del Mesco

La salita dura è finita, la tappa è d'obbligo. Si beve, si mangia e si indossa la mantellina e poi giù in discesa.
La strada, molto piacevole e poco trafficata, scende dolcemente lungo la dorsale dei monti che sovrastano i cinque villaggi, rimane qualche traccia dei danni provocati dall'alluvione nel 2011, ma lavori sono previsti a breve per completare la riqualificazione.
 Le fasce coltivate a vigna si alternano a zone boschive. Sopra Vernazza il percorso si allontana decisamente dal mare e l'ambiente cambia, pini marittimi, lecci e macchia mediterranea.
Ritorniamo verso mare, e nuovamente i terrazzamenti prendono il sopravvento, giungiamo sopra Corniglia e questa è la parte che più ci colpisce

vigneti sopra Corniglia

 Si capisce perché lo slogan "il parco dell'uomo" scelto dal Parco Cinque Terre è stato azzeccatissimo.
 L'opera dell'uomo, nei secoli, ha modellato il territorio costruendo le famose  terrazze sui declivi, in modo da sfruttare appieno i terreni posti in forte pendenza che degradano verso il mare.
Dopo alcune brevi soste per foto ce ne concediamo una più lunga a Volastra il paese sopra Manarola.
Un caffè al bar del paese, la fontanella per riempire le borracce e perché no una breve visita al Santuario del XII secolo.

Volastra

Riprendiamo la strada, superiamo Riomaggiore e dopo una salita non molto lunga ecco apparire l'isola del Tino e l'isola Palmaria.

Isola del Tino e Palmaria

Ci stiamo avvicinando alla città ed il traffico diventa un po' più intenso, la strada è larga, maciniamo chilometri sempre con il mare alla nostra destra sino ad imboccare la galleria che ci introduce nel golfo di La Spezia.
La prima immagine che abbiamo è il porto con l'arsenale militare.

arrivando a La Spezia

La discesa è veloce e scorrevole e in pochi minuti arriviamo in città per poi dirigerci alla stazione in attesa del prossimo treno che ci riporterà a Levanto, naturalmente chi ha buone gambe può tornare a Levanto passando dalla Val di Vara, non era il mio caso.
Prima di salire verificate che il treno sia attrezzato per il trasporto bici e come sempre scrivetemi se volete la traccia gps.








venerdì 16 gennaio 2015

a piedi da Corniglia a Manarola

è il momento di legare la vigna
Lunghezza km 6,88, aumento di altitudine m 495, due ore e mezzo circa.
Partiamo dalla stazione ferroviaria di Corniglia, ecco il percorso e prendiamo la scalinata che ci porta in paese.
Corniglia e' il più piccolo dei paesi delle Cinque Terre, la sua posizione in alto rispetto alla ferrovia ne fa il villaggio meno frequentato e di grande fascino.

scalinata per  Corniglia

Il sentiero parte subito dietro la chiesa parrocchiale di San Pietro, all'inizio una fontanella di acqua potabile ci invita a riempire la borraccia.
Immediatamente si inerpica attraversando terrazze coltivate a vite e ulivo.
Corniglia e' sempre sotto di noi e con la scusa di una foto facciamo brevi pause per riprendere fiato.
Continuiamo a salire, le piccole fasce coltivate lasciano il posto alla pineta.


Arriviamo ad un bivio, il sentiero prosegue in salita sino ad incrociare la strada SP e poi l' Alta Via 5T , ma questa è un'altra storia, noi prendiamo a destra  per Volastra, il percorso si addolcisce prosegue pianeggiante seguendo l'andamento della montagna.
Ci immergiamo in una magica lecceta, molto apprezzata durante la stagione più calda.
Percepiamo lentamente il cambiamento del paesaggio, dal bosco di lecci e pini cominciano ad apparire le prime fasce coltivate.
Questo è il vero tratto identitario delle Cinque Terre, è' il punto dove meglio si può capire come l'opera dell'uomo abbia cambiato il paesaggio.
Sopra e sotto di noi ordinati terrazzamenti coltivati a vite.


Era molto tempo che non passavo da questa parti e solo ora capisco la difficoltà di coltivare questo territorio, i vitigni non sono alti più di un metro e mezzo imbrigliati in un reticolato per favorire la crescita e la maturazione dell'uva, il chè significa lavorare costantemente in ginocchio sia durante la vendemmia che prima durante la preparazione.


Proseguiamo per più di un chilometro in questo affascinante ambiente, sino a giungere a Volastra.
Pare che il nome derivi dal latino "vicus oleaster", ovvero villaggio dell’olio ed in effetti scendendo verso Manarola siamo completamente circondati da olivi centenari.


Prima di arrivare a incrociare la strada asfaltata, abbandoniamo il sentiero principale per svoltare a destra un'indicazione ci inviata ad una via alternativa per scendere a mare.
Il suggerimento viene davvero apprezzato, dopo un primo tratto pianeggiante il sentiero scende verticalmente, fate molta attenzione, ci sono passaggi davvero ripidi ma il panorama è incommensurabile.
Sotto Manarola e solo mare di fronte.



Scendendo attraversiamo il presepe che Mario Andreoli, ogni anno con grande merito e perizia, prepara per le feste natalizie.

mercoledì 9 aprile 2014

Alta Via delle Cinque Terre in mountain bike

Foce del Termine - Riomaggiore

Km. 20,50
Aumento di quota 521 m.
Perdita di quota 1014 m.

Tempo : quattro ore circa.
All Mountain facile.




Questo è' il classico percorso "all mountain",  incontri un po' di tutto.

Strade sterrate, single trek, salite mozzafiato e discese tecniche e divertenti;  in un paio di occasioni tocca spingere

Arriviamo comodamente al Termine, con macchina e carrello ...eh eh eh ci siamo attrezzati, e ci inoltriamo immediatamente nel bosco.
Erica, lecci, pini,  macchia mediterranea insomma,  ma appena la strada comincia a salire l'ambiente cambia e il castagno diventa protagonista.




La prima parte è salita,  talvolta dura ma comunque pedalabile. Arriviamo  a quota 780 m. del Passo del Malpertuso.
Le uscite settimanali in bici da strada sono servite, arrivo in cima abbastanza fresco, meglio........non distrutto e poi adesso inizia il divertimento e la fatica passa subito.
Un lungo, divertente e facile  percorso lungo il crinale che divide le Cinque Terre dalla Val di Vara.



Molto diverso dall'ambiente in cui solitamente pedaliamo ma assolutamente fascinoso.
Si ritorna verso il mare con una bella e veloce discesa e poi nuovamente si sale verso Prato del Monte, questo è uno dei  momenti da bici in spalla.





Ancora sul crinale e ancora in mezzo al bosco di castagni e roveri. Alla nostra destra fra un albero e l'altro appare Vernazza, peccato che la giornata fosse grigia, ci siamo persi bei panorami.

 Arriviamo sopra Riomaggiore e comincia la discesa, tecnica e veloce.



poi una bella sterrata sino al Santuario di Montenero, alla nostra sinistra appare per un momento l'isola del Tino.


sopra Riomaggiore



credit milano24ore

Montenero mi ha stupito, confesso, non c'ero mai stato ed è un posto bellissimo.

Eravamo un pò in ritardo e non ci siamo fermati a lungo, inoltre la giornata grigia non invogliava ma voglio tornarci al più presto.
Naturalmente la foto di rito.







e infine il sentiero che ci porta a Riomaggiore.
Slalom tra i già numerosi visitatori 



e ritorno a Levanto in treno.
Scrivetemi per le tracce gps

lunedì 3 febbraio 2014

La Gatta e i "Gattafin"

L'origine del nome "gattafin" non è completamente accertata.
Nella cucina di Genova dal 1500 già esisteva "la gattafura alla genovese", una torta salata di erbe e formaggi, simile alla nostra pasqualina. Il termine, però è più antico, risale al XII secolo.


pronti per essere fritti

I levantesi invece pensano che la parola provenga da "La Gatta"
Dovete sapere che lungo la costa sud di  Levanto, nel tratto che precede Punta Mesco, vi era una cava di pietra arenaria. E' una vecchia cava che ha fornito pietre soprattutto per lastricare le vie del centro di Genova, attiva sino agli anni trenta del secolo scorso.
Si trova appunto in loc. La Gatta.


Pare che il nome derivi da uno scoglio a forma di gatto; ho fatto decine di bagni in quel posto e non sono mai riuscito ad individuarlo.
E' sempre stato uno dei miei posti favoriti, spiaggia piccola, poca gente, acque limpide e scogli per tuffarsi. Oggi è un pò più difficile da raggiungere in barca perchè si trova proprio all'inizio della zona meno accessibile della Area Marina Protetta delle Cinque Terre
Però si può affittare una barca ormeggiare al limite della Riserva e raggiungerla a nuoto.

prima della "Gatta"

Ma sto divagando, torniamo a noi.
La cava era piuttosto distante dal paese, gli operai impiegavano più di un'ora a piedi.
Nella buona stagione, se riuscivano a rimediare una barca, andavano via mare, quaranta minuti di due buoni vogatori.
Durante il tragitto si calavano sempre un paio di lenze, sperando di prendere un dentice o un branzino.

la costa levantese

Durante il periodo invernale si andava invece a piedi.
Erano tempi duri e ci si arrangiava, così sulla via del ritorno si raccoglieva quanto potesse essere utile a casa: legna per il fuoco, pigne, erbette selvatiche ......
Con tali erbette le mogli farcivano questi ravioloni ed una volta fritti  ecco i "gattafin"
ovvero finezza della Gatta.

pietra arenaria

Oggi le bietole hanno preso il posto delle erbette selvatiche e sicuramente il ripieno è più ricco di quanto non fosse in origine
Facile mangiare i gattafin a Levanto, focaccerie, alimentari, gastronomie li propongono quotidianamente, sono presenti nel menu di molti ristoranti e qualche bar offre mini gattafin all'aperitivo.
Fonti : Giuliano Rampani "Racconti di mare"
Umberto Curti Ligucibario

martedì 26 marzo 2013

Case "Lovara" sul promontorio del Mesco

Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha ricevuto in donazione due anni fà, una grande proprietà sul promontorio del Mesco, tra Levanto e Monterosso.


Si tratta di quarantacinque ettari di terreno con una casa principale e due fabbricati più piccoli
Un paesaggio grandioso, ampi scorci a picco sul mare, aree boschive, macchia mediterranea e alcune parti una volta coltivate a uliveto e vigneto.

Alcuni giorni fà, giovedì 21 marzo,  abbiamo accompagnato una folta delegazione di autorità sul posto, dove è stata firmata una dichiarazione di intenti tra Regione Liguria, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Comune di Levanto, Comune di Monterosso al Mare e FAI per il recupero di “Case Lovara”, a Punta Mesco (SP), nella foto sopra  Marco Magnifico, vicepresidente del FAI, Claudio Burlando, governatore ligure.
                                        qui anche con il Sindaco di Levanto Maurizio Moggia.

Un giorno importante che testimonia l'interesse per questo luogo dalla notevole valenza storica, culturale e paesaggistica: “Case Lovara” si trova  nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e ha urgente bisogno di interventi di riqualificazione, per le aree naturali, gli ambiti agricoli abbandonati e gli edifici presenti.
Una prima parte di lavoro è già iniziata, si tratta soprattutto di taglio e pulizia di rovi e arbusti cresciuti liberamente dopo decenni di abbandono. I numerosi escursionisti che percorrono questo sentiero potranno vedere la casa, prima quasi coperta dai rovi
Questo luogo, dai caratteristici terrazzamenti, che lo rendono uno dei più caratteristici e affascinanti paesaggi della Liguria, è stato individuato dai firmatari della dichiarazione di intenti come sito pilota per il recupero di un insediamento agricolo rurale all'interno di un'area SIC, per valutare le interazioni e gli impatti delle attività agricole e rurali sull'ambiente naturale e sulla biodiversità. “Case Lovare” risulta, infatti, particolarmente significativo per lo studio delle problematiche paesistico-ambientali dell'area e quindi le ricerche e valutazioni ad esso riferite potranno certamente essere utili anche per altre realtà simili del Parco.
Per raggiungere questo obiettivo il FAI ha stipulato due importanti convenzioni, con l'Università di Firenze e con l'Università di Genova.

                       Naturalmente il tutto è finito con una buona tavola di prodotti tipici e vino bianco

Per qualcuno, non troppo abituato, è stata dura giungere a destinazione, in fondo sono sempre un paio d'ore di cammino, ma i fantastici panorami hanno attenuato la fatica


Ecco uno scorcio mozzafiato, proprio sotto il sentiero.


Non è mancato un pò di spettacolo, con l'arrivo dell'elicottero; unico mezzo utilizzabile per il trasporto dei materiali.
Il primo passo è stato compiuto, adesso speriamo nei successivi e soprattutto auguriamoci che la solita burocrazia italiana non compliche troppo le cose.



giovedì 26 aprile 2012

Levanto-Sella Bagari-Monte Focone-Levanto

Dopo molto lavoro possiamo finalmente proporre un nuovo itinerario escursionistico pulito e segnalato.
Partiamo da Levanto e con un percorso ad anello passiamo Colla Bagari, Monte Focone e torniamo a Levanto
Il sentiero è il numero 14 parte presso Ospitalia del Mare.
Questo è il percorso storicamente utilizzato da levantesi e monterossini per scambi commerciali e non, passiamo accanto al vecchio "Tiro a segno", stiamo lavorando per il recupero di questo interessante sito di proprietà del demanio militare, ed arriviamo a Sella Bagari.
Il parco Nazionale delle Cinque Terre in collaborazione con il CAI La Spezia ha provveduto a posizionare una serie di picchetti con le segnalazioni.
Questo è sempre stato un punto critico in quanto vi convergono ben 4 sentieri ed era davvero difficile, per chi non conosce la zona, riuscire ad orientarsi.
Lasciamo Sella Bagari e prendiamo il sentiero n.1 direzione Punta Mesco; questa parte mi piace davvero molto, è pianeggiante, quindi facile e ci consente di apprezzare il panorama davanti a noi.
Pini marittimi, mare e i paesi delle Cinque Terre che lentamente si scoprono alla nostra vista.
Dopo circa 15 minuti troviamo alla nostra destra la deviazione  che sale al Monte Focone.
Una  breve ma intensa salita e giungiamo sulla cima a metri 468 slm, qui si apre davvero un grande spettacolo.
Praticamente vediamo buona parte della Riviera Ligure di Levante.
Lo sguardo spazia dall'Isola Palmaria di fronte a Portovenere sino a Punta Manara e Punta Portofino.
Se avete portato i panini questo è il momento giusto di una sosta.
Da qui cominciamo a scendere, l'ambiente cambia, ci inoltriamo in un fantastico bosco di erica e alla nostra sinistra  si aprono ogni tanto cartoline con il mare come sfondo comune.
Arriviamo infine a vedere Levanto, una lunga discesa ci riporta sul sentiero n.1, dopodichè giungiamo sulla passeggiata a mare di Levanto.

Durata percorso 4 ore circa
Difficoltà medio bassa

Scriveteci saremo lieti di firnirvi maggiori informazioni
www.nuovogarden.com





sabato 14 gennaio 2012

Sentieri Cinque Terre

Levanto, 14 gennaio 2012

Ieri a Manarola presso la sede del Parco Cinque Terre, si è tenuta una riunione di aggiornamento sulla situazione sentieri, è stata presieduta dalla Guardia Forestale, ha partecipato il CAI e alcuni gruppi di volontari che stano lavorando sui sentieri.
Devo dire che la situazione è migliore di ciò che pensavo, a parte il sentiero costiero n. 2 da Monterosso a Manarola che è chiuso ed ha bisogno di interventi strutturali importanti, molti altri sentieri sono già percorribili o lo saranno tra poco.
Eccone un breve elenco :
Monterosso – Levanto percorribile
Monterosso – Foce Bagari – Colle di Gritta percorribile
Vernazza – Madonna di Reggio percorribile
Madonna di Reggio - Termine percorribile
Corniglia – San Bernardino percorribile
Corniglia – loc. Cigoletta percorribile
Corniglia – Volastra percorribile
Volastra – Manarola  in fase di messa in sicurezza

Tutti questi percorsi salgono perpendicolari alla costa, si sta’ lavorando per riaprire vecchi sentieri di collegamento che consentano di connettere tutti i paesi.
Si stanno ripulendo vecchi sentieri mai più utilizzati, tutto questo  per offrire a breve una buona rete escursionistica ai tanti appassionati che verranno in vista.
Può essere una buona occasione per far conoscere il nostro territorio da un nuovo punto di vista.
Pur scettico all’entrata, sono uscito dal consesso con una buona dose di ottimismo, ho sentito da parte di tutti una grande voglia di riscatto:
E questo è senz’altro di buon auspicio

Cinque Terre foothpaths